Appartenenza, fedeltà, amore, passione, esempio, riferimento, integrità. Sono questi i concetti cardine del nuovo Milan targato Elliott. Una sfilza di parole che rappresentano in maniera sublime la storia dell’ex club più titolato al mondo e che, accostate alle leggende rossonere che una alla volta stanno tornando alla base, fotografano in maniera nitida il fulcro essenziale della nouvelle vague milanista. Prima Leonardo de Araujo, nuovo direttore dell’area tecnica e sportiva del Milan e deus ex machina della straordinaria operazione che ha portato a Milanello Gonzalo Higuain e Mattia Caldara. Subito a ruota Paolo Maldini, accolto come una specie di messia dall’intero mondo del calcio, non soltanto quello griffato Milan. E a breve chissà che non tocchi pure a Riccardo Kakà. Già avvicinato dal Milan nel breve interregno della fumosa proprietà cinese, adesso Ricky potrebbe davvero tornare a casa, invocato a gran voce dalla tifoseria milanista ma anche dai suoi vecchi amici e compagni di squadra Leonardo e Maldini. Ancora non è ben chiaro con quale ruolo, visto che Kakà ha appeso gli scarpini al chiodo praticamente l’altroieri, ma questo è un discorso che i diretti interessati approfondiranno volentieri con i tempi e i modi giusti.
Piuttosto è un’altra la domanda che ci si inizia a fare tra gli addetti ai lavori e gli attenti osservatori del mondo Milan: standing ovation per il ritorno a casa di alcuni pezzi di storia del recente passato rossonero, ma adesso la grande curiosità dei tifosi è rivolta a ciò che può riservare quest’ultima settimana scarsa di mercato. Per completare la rosa del Milan manca ancora una mezz’ala di qualità e spessore internazionale, ma anche un attaccante esterno in grado di dare il cambio a Suso e Calhanoglu. Avere Leonardo, Maldini, Gattuso e magari Kakà, tutti uniti di nuovo per il bene del Milan è meraviglioso, ma la squadra non può e non deve rimanere un’affascinante e bellissima incompiuta.

E allora veniamo alla strettissima attualità offerta dal mercato. La trattativa con il Chelsea non è ancora chiusa, ma una cosa appare chiara: se anche si riuscisse a strappare Tiemoué Bakayoko a Maurizio Sarri, comunque il Milan avrebbe bisogno di almeno un altro innesto importante. Un giocatore universale in grado di poter giocare da mezzala in un centrocampo a 3, da attaccante esterno ma anche agire da trequartista dietro Higuain nell’ipotesi di un cambio di modulo, dal 4-3-3 al 4-2-3-1 e perfino da mezzala in un centrocampo a 3. Praticamente il ritratto di due grandissimi calciatori accostati al Milan negli ultimi giorni: Sergej Milinkovic-Savic e Julian Draxler.

Prendiamo per buone le parole di Leonardo che ha allontanato suggestioni e fantasie riportando i tifosi milanisti alla dura realtà del fairplay finanziario. Resta il fatto però che, a proposito del serbo laziale, alcune novità dialettiche – semplici sfumature ma comunque importanti – del dirigente rossonero sono state notate: da «È un sogno, ma non per noi» a «È un’operazione difficile». Come se negli ultimi giorni, fermo restando gli ostacoli complicatissimi per arrivare a dama, fosse accaduto qualcosa in grado di cambiare le carte in tavola e magari incrinare le sicurezze di Lotito sull’incedibilità del suo campione.

A proposito dell’eclettico e fantasioso tedesco in forza al PSG, ormai schiacciato dalla ingestibile concorrenza di Neymar, Mbappè, Di Maria etc. etc., la chiusura di Leonardo è stata perfino più netta: «Non ci abbiamo mai pensato, con lui nessun contatto». Frasi che dobbiamo registrare ma la sensazione è che nuova dirigenza rossonera stia architettando qualcosa di molto interessante per il futuro del Milan è sempre più viva.

“Non è vero…ma ci credo”, è il titolo di una commedia scritta da Peppino De Filippo, metà del duo comico più famoso della storia del cinema (Totò e Peppino) nonchè fratello del grande Eduardo. Ebbene, in queste giornate di stelle cadenti e di sogni che possono finalmente avversarsi, non è vero…ma ci credo. E che ognuno riceva l’SMS più atteso.

fonte: tmw

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